domenica 18 dicembre 2011

E' qui la festa? Seconda parte - Ultimo Lunedì e festa del piede.

In un'intervista a Fulvio Brumatti si traccia la storia delle feste sadomaso milanesi più datate e rodate: Ultimo Lunedì, Sadistique e Festa del Piede.
Percorrendo più di 10 anni di storia scopriamo con Fulvio come il costume, gli usi e la cultura sadomaso che si esprimono anche nelle feste sono cambiati e come, anno dopo anno, pur non arrivando a quella rivoluzione epocale che ci si aspettava e si sperava negli anni '80 si è arrivati a considerare le feste come un aspetto quasi "usuale" del panorama sadomaso in Italia.
Seguiremo nelle parole di Fulvio una storia che senza auto-celebrarsi e pur affondando le radici in un passato dal sapore quasi "vintage" è sempre proiettata al futuro prossimo venturo.




Attualmente proprietario del più frequentato sito BDSM italiano, Gabbia, e organizzatore di ben tre eventi periodici (e anche di qualche evento una-tantum) Fulvio Brumatti è ormai entrato suo malgrado e tuttora vivo e operante, nella leggenda del sadomaso italiano. La sua storia di personaggio ufficiale e voce autorevole della comunità SM inizia nel 1980 “dopo tante letture” - così come lui stesso racconta - “qualche conoscenza con delle persone in Francia e tante riflessioni” quando decide – ancora parole sue - “d’iniziare, come hobby portato avanti nelle ore dopo il lavoro, a fare una rivista”.
In realtà, e con il tempo, il suo hobby diventa un impegno quotidiano e il suo lavoro divulgativo un punto di riferimento culturale e sociale importante: fino all’ultimo minuto dell’esistenza della casa Editrice per la quale opera come Direttore Editoriale tiene in carreggiata, con una buona distribuzione sul territorio nazionale e un ottimo livello di visibilità in molte edicole anche periferiche, non una ma quattro riviste di settore tra le quali “Club” e “SM Stories” che sono, tuttora, le uniche ricordate universalmente tra i praticanti italiani d’età superiore ai trent’anni.

La prima domanda, quindi, parte dagli albori del sadomaso in Italia, dal tempo in cui dalle pagine delle sue riviste teorizzava e praticava le linee guida per il sadomaso, sadomaso che intendeva uscire dalle catacombe della semilegalità o dell’ambiguità per affermarsi come scelta consapevole, libera e consensuale di uno stile di vita comunque socialmente, e legalmente, non solo accettabili ma rispettosi e attenti ai diritti degli individui al reciproco rispetto e riconoscimento, oltre la lettera e lo spirito della legge stessa, in un codice etico e giuridico a tratti più ferreo dello stesso codice penale.
D: Fulvio Brumatti da Direttore Editoriale ad organizzatore di feste, cosa ti ha portato ad intraprendere anche quella strada e perseguirla con la stessa determinazione con la quale hai perseguito la via del giornalismo di settore?

Fulvio Brumatti: in realtà la strada che hai segnato in poche righe è più lunga. I primi esperimenti editoriali di settore partono, con Isabella e Club prima edizione che è uscito, con molta saltuarietà e solo per alcuni anni dei 6 compresi tra il 74 e 80. La mia personale esperienza inizia a concretizzarsi nel 1980, anno che può essere segnato come data di partenza del mio impegno editoriale ma, anche e soprattutto, come data di fondazione dell’SM inteso nel senso di movimento culturale in Italia, come data di nascita di una consapevolezza dell’esistenza di una cosa che si chiama SM dove prima esistevano e fiorivano idee, anche valide ma afflitte dalla mancanza d'aggregazione, in poche parole isolate e solitarie, senza eco.

Dal 1980, con le mie riviste, le persone iniziano soprattutto a capire che non sono sole, che non sono malate, che esiste un movimento di pensiero e d’azione che tende ad aggregare, pur nelle differenze di ciascuno, la gente appassionata delle nostre pratiche.

L’idea di trasferire l’aggregazione da un piano puramente virtuale ad un piano effettivamente reale matura, anche a seguito di sollecitazioni che arrivano da collaboratori e lettori delle riviste, a cavallo tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta e si concretizza nel 1993, anno in cui decido d’organizzare la prima festa privata, ad inviti, in un posto privato. Questa festa ha avuto un seguito annuale, ogni anno in primavera. Non mi sentivo io stesso di spingere per aumentarne la frequenza. I timori c’erano ed erano per lo più basati sulla mia percezione della società d’allora che ritenevo comunque poco propensa e ancora non pronta mentalmente a recepire questo tipo d'eventi.

Le prime feste annuali contavano circa 60-70 persone e venivano intervallate da feste meno impegnative che si tenevano in casa di praticanti o in location affittate allo scopo durante le quali si ritrovavano non più di 15-20 persone. Il graduale ma costante aumento della partecipazione sia alle feste annuali sia a quelle più ristrette mi ha fatto capire che l'ambiente era pronto per qualcosa in più, qualcosa che in Francia, Germania, Inghilterra e USA già avevano: luoghi deputati istituzionalmente al gioco SM.

Pensare che in Italia ci possa essere un posto esclusivo deputato al BDSM, dato il numero plausibile di partecipanti è del tutto irrealistico. Quindi ho pensato che più di un luogo, importante per la sua disposizione logistica interna ed esterna, fosse importante fissare un giorno per ritrovarsi per gli appassionati, magari un giorno neutro a feste familiari e diverso da quelli naturalmente preposti ai divertimenti, tipo il Lunedì. Così nasce l'Ultimo Lunedì del mese e viene in qualche modo istituzionalizzato in modo che tutti sapessero che in quella data, in quel posto, c'era un incontro BDSM.

Naturalmente le paure e i timori alla partecipazione c'erano eccome, timori per l'incolumità fisica e per se stessi, timori legati alla scarsa conoscenza dell’ambiente, al velo di mistero che sembrava avvolgere le nostre pratiche, alla delicatezza delle situazioni che la nostra passione convoglia; timori ad oggi, e con il livello informativo raggiunto (anche grazie a queste feste) quasi risibili ma allora effettivi e non trascurabili.

D: quindi un avvio stentato, non un immediato clamoroso successo …

Fulvio Brumatti: sì stentato e anche sofferto, per certi versi. C'è da dire che il mondo di Internet non ci vedeva molto bene, per motivi diversi e diverse ragioni rimarcava più l'aspetto economico che l'aspetto aggregativo delle feste. Quindi Internet non solo non ci ha aiutato ma ha anche, in qualche modo, remato contro.
D: è buffo constatare come un oggetto che dovrebbe favorire l’aggregazione possa essere usato anche per impedirla o, comunque, rallentarla. Però oggi siamo nel 2010 e dal novembre 1998, data del primo “Ultimo Lunedì”, sono passati 12 anni quindi la formula di partenza ha retto. In cosa è cambiato se è cambiato l'Ultimo Lunedì del mese in 12 anni?

Fulvio Brumatti: in primo luogo è cambiata quantità del gioco, poi la tipologia delle persone e, infine, la modalità d’aggregazione.

La quantità del gioco: la formula con cui ho fatto nascere l'Ultimo Lunedì era “Chiacchiere, conoscenza ... e poco più”. Non parlavo espressamente di gioco, era contenuto in quel “… e poco più”. Il gioco non era il motivo centrale dell’incontro ma non tanto perché le persone non volessero giocare quanto perché io, che dell’organizzazione prendevo tutta la responsabilità non solo morale ma, anche, giuridica e legale, volevo vedere come le persone si orientavano, cosa realmente volevano esprimere partecipando alle feste, cosa volevano fare. C'era anche, e non era secondaria, una preoccupazione relativa all'inquadramento giuridico delle attività SM realizzate in un contesto pubblico seppure in ambiente privato. Inquadramento giuridico sia per chi direttamente operava giocando sia per chi forniva gli spazi per giocare sia per chi organizzava la festa, quindi e di nuovo Fulvio Brumatti.

La preoccupazione giuridica legata anche agli aspetti formali delle pratiche sadomaso è stata poi dissolta sia dall'esperienza effettiva sia dall’adeguamento alle condizioni organizzative del Club che attualmente ci ospita (inquadrato, per altro, in un circuito associativo nazionale) e che hanno permesso di rassicurare sia gli organizzatori sia i partecipanti rispetto gli aspetti giuridici e legali delle feste. Da quel momento il gioco ha iniziato a decollare.
Modalità di aggregazione: nel 1998-2000, agli albori quindi, arrivavano persone che non conoscevano quelli seduti due metri più in là, erano isole dell'arcipelago, piccole isole di una o due o tre persone al massimo separate da mari poco profondi ma tangibili.
Oggi esistono ancora isole e una dinamica ad arcipelago ma per gruppi quasi tematici, il che significa che gli appassionati di bondage tendono ad incontrarsi tra loro e tra loro interagire mentre chi ama la frusta tende di più a interloquire con altri con passione simile ma senza disturbare o togliere spazio ad altri, senza criticare le altrui passioni, ad esse disinteressandosi o guardando l’operare degli altri con rispetto.

Oggi si sono create una serie di amicizie, legami, conoscenza, sostenute anche dal piacere di ritrovarsi anche se solo in questa occasione. Questa aggregazione che nel 1998-2000 era solo potenziale oggi è ben realizzata, semmai per filoni e temi e con conoscenze trasversali indotte da chi ha più interessi concomitanti, ma in modo maturo e pieno. Le persone si conoscono, si parlano, si scambiano opinioni.

Questa è la nota più importante. Questo è il più grande successo del progetto partito nel 1993.

D: hai saltato la tipologia delle persone: come sono cambiate le persone? Chi veniva e chi viene?

Fulvio Brumatti: in realtà più che la tipologia delle persone è cambiato l’atteggiamento della partecipazione. Nei primi anni di vita della festa chi veniva aveva due punti interrogativi al posto degli occhi. Oggi i tanti reportage sull'evento scritti anche sul sito di Gabbia (www.gabbia.com) permettono di arrivare con maggiore consapevolezza. Dieci anni fa, all'entrata, una coppia ci poneva diecimila domande ed entrava sempre con una certa titubanza, oggi, invece, s’avverte la presenza un’utenza matura, consapevole di cosa viene a fare. Alcune volte quasi li devo inseguire per spiegare qualcosa di più rispetto quello che già sanno, ed è molto, grazie alle letture del sito e per passaparola tra amici.

D: è cambiato anche la posizione sociale dei partecipanti alle feste del bdsm? Per capirci c’è stato un ampliamento verso strati sociali diversi?

Fulvio Brumatti: no e non solo nelle feste ma anche nel BDSM in generale, si tratta sempre e per lo più di persone delle classi medie, da medio-basse a medio-alte.

D: a Milano organizzi tre feste tra le quali il Sadistique (in co-gestione con Ayzad) e l’Ultimo Lunedì. Tralasciando la terza (la Festa del piede) la cui specificità è del tutto evidente ed è dedicata solo agli adoratori dei piedi perché due feste, in cosa sono diverse tra loro?

Fulvio Brumatti: abbiamo pensato di dare un'opportunità in più nel pomeriggio la domenica. Dopo la prima fase in cui sostanzialmente ci si ritrovava con la formula del “Chiacchiere, conoscenza ... e poco più” e con l’aumento della quantità del gioco ho pensato di ampliare le possibilità anche a favore di chi avendo la residenza molto lontana o martedì lavorativi impegnativi si trovava in qualche modo tagliato fuori dagli eventi.

La diversificazione quindi non è del prodotto ma dell'orario per consentire a più persone di partecipare. Poi, siccome l’organizzazione non “fa” le feste ma chi fa le feste sono i partecipanti, ci sono piccole differenze ma sono legate proprio alle persone che vengono e non al tipo di organizzazione.

Con l’avvento di Ayzad la “Prima Domenica” è diventata Sadistique e da più di cinque anni ripetiamo con crescente successo anche questo evento, praticamente ogni mese ad esclusione di luglio e agosto. 


D: ultima festa a tema, la “Festa del piede”? Perché proprio “il piede” il tema centrale di una festa?

Fulvio Brumatti: intanto ci tengo a puntualizzare che non mi piacciono le separazioni, il feticismo del piede rientra nella famiglia del SM così come una fustigazione o una sculacciata o una sessione di bondage. L'idea è nata da alcuni collaboratori della rivista Club super-appassionati per dare un'opportunità ai tanti (e tante) che si mostravano amanti di questo genere e non interessati di altri generi. Una serata tutta dedicata alla loro passione era giustificata anche dal numero dei partecipanti che hanno espresso e che esprimono gradimento intervenendo e che non si troverebbero totalmente soddisfatti in feste come il Lunedì e il Sadistique, più generiche e anche, a tratti, più fisiche.

La festa del piede si fa intorno alla metà del mese, in genere di lunedì ma non tutti i mesi: sono 8-9 appuntamenti all'anno. Per chi fosse interessato consiglio di guardare il sito del Nautilus dove vengono calendarizzati, almeno mensilmente, gli eventi.

D: chi, secondo te, dovrebbe partecipare ad una delle feste di Milano e chi, in assoluto, non dovrebbe?

Fulvio Brumatti: dovrebbe partecipare chi vuole partecipare, sembra semplice ma è così. E' un'opportunità in più per stare con chi sente e vive il BDSM nello stesso modo o in modo simile. Una festa è anche un posto fisico per chi non ha un dungeon, o una casa dove poter fare qualcosa, e si trova a girare tra una stanza di motel e un'altra, non è la motivazione principale ma è una delle motivazioni. Sottolineo quelle dette prima e ci aggiungerei anche un elemento esibizionistico, l'esporsi sapendo che altre persone possono apprezzare gesti e sfumature.

E' giusto che non venga chi è animato solo e unicamente dalla curiosità. Io so di essere ormai sufficientemente capace d’individuare persone che si appalesano come curiosi e che non dovrebbero entrare. All'ingresso c'è sempre un controllo e difficilmente le persone che non hanno molto da spartire con il sadomaso riescono a filtrare. Questo pubblico disturberebbe le energie presenti. Questo non significa che una new-entry non debba entrare, anzi, ma i neofiti appassionati e un po’ timorosi sono totalmente diversi dal personaggio che non ha altra motivazione oltre la curiosità di “vedere cosa fanno quelli”. Queste persone è bene stiano a casa propria.

D: prezzo e modalità d’ingresso e due parole sul codice di comportamento quando, finalmente, s’è “varcata la soglia”.

Fulvio Brumatti: i prezzi ingresso sono fermi da molto tempo: 30 euro la coppia, il singolo 35, la donna singola è free e paga solo la consumazione.

Va considerato che queste feste, per la tipologia delle cose che si fanno, possono essere aperte solo ai soci del club, esiste una tessera nominativa elettronica, che vale 365 gg e costa 15 euro.

Le modalità d’ingresso seguono un protocollo standard: iscrizione obbligatoria al club (o rinnovo o controllo tessera), cambiarsi in apposito spazio (dressing room), lasciare i cellulari nelle cassette di sicurezza, passare l'esame degli organizzatori sull’abbigliamento, entrare.

Una volta entrati il codice di comportamento si basa sostanzialmente sul rispetto. Spesso dico, soprattutto alle donne sia da sole sia in coppia, che a qualsiasi richiesta di qualsiasi persona le risposte possono essere solo due: o sì o no. Non è prevista l’insistenza e un “no” alle mie feste è un “no”. La prima violazione del codice di comportamento è l'insistenza. Ciascuno deve sentirsi libero di fare ma con rispetto, chi si sente pressato ha diritto di chiedere l’intervento di un organizzatore e porre fine alla festa dell’insistente.

Altra regola di comportamento è l'educazione specifica. Va rispettata la volontà della persona. In una festa ci sono persone che dominano e persone dominate. Il fatto che ci si pone come dominanti, ad esempio, non dà diritto a nessuno di entrare in contatto con persone sottomesse senza il loro consenso esplicito. Queste contravvenzione causa un'esclusione a vita.

Altro codice di comportamento è la perfetta sobrietà. Il bar è aperto ma nessuno deve abusarne in modo tale da, semplicemente, apparire molesto.

Per evitare problemi c'è sia una modalità di erogazione degli alcolici sia una particolare attenzione da parte dell'organizzazione che comunque è sempre presente per vigilare sulla serenità di tutti, infatti gli organizzatori sono presenti sia nell'area di accoglienza sia nell'area interna di gioco per tutta la durata dell'evento.

D: quanto durano le feste in media?

Fulvio Brumatti: sulla carta 5 ore il Sadistique e circa 6 ore l’Ultimo Lunedì. Però si considera che la maggiore concentrazione di persone è tra le 3 e le 4 ore, prima e dopo c’è un lento affluire e un lento defluire dei partecipanti.

D: e se non si vuole giocare?


Fulvio Brumatti: come dicevo prima nessuno è obbligato a fare nulla. Sta di fatto che tante persone nuove che arrivano tengono a precisare che nulla faranno perché è la prima volta ma raramente succede vadano via senza aver cambiato idea e senza aver provato almeno una volta qualcosa durante la festa. Viceversa ci sono persone che vengono abbastanza spesso, si sente e si sa che fanno parte della comunità BDSM però il loro piacere rimane nell’estetica della festa, nel guardare, nell'incontrarsi, nel parlare. Raggiungono la loro soddisfazione nel piacere di esserci, osservare e fare “salotto”.
La tranquillità dell'ambiente e l'avvertire il "non condizionamento" verso certi comportamenti rende le persone tranquille, rilassate e disposte a mettersi in gioco.

D: si può tracciare una suddivisione percentuale tra coppie, singoli e singole che partecipano?

Entrare nelle percentuali significa entrare nel particolare di ogni festa. Sono composizioni diverse a seconda si tratti della Festa del Piede, dell'UL o del Sadistique.

Ad esempio nell'ultimo Sadistique abbiamo avuto circa l'70-80% di persone in coppia, un 15%-20% di singoli e 5%-10% di singole. Per l'UL aumentano un po' i singoli a sfavore delle coppie ma la distribuzione è circa questa.

D: quindi, se ho capito bene, mentre in genere la Festa del Piede ha valori più fluttuanti l'ossatura del Sadistique e dell'UL sono proprio le coppie, sono feste che richiamano e si reggono in gran parte sulla partecipazione di coppie. E’ esatto?

Fulvio Brumatti: in parte sì e comunque questo ci dicono i numeri.

D: domanda molto personale: che farai “da grande”?

R. per ora cerco qualcuno cui lasciare il testimone. E' difficile trovarlo. La storia di queste feste richiede una professionalità molto variegata perché ti serve capacità di relazione, intuizione, capacità di localizzare i posti migliori, le migliori risposte, aver competenze giuridiche, aver le idee chiare verso dove andare. Bisogna soprattutto amare tanto tanto il nostro mondo, non avere mai la puzza sotto il naso, comprendere e capire, essere poco monotematici, più aperti. All'interno di svariatissimi rapporti mantenere linearità di comportamento e onestà intellettuale.
Tutto è apparentemente semplice e, invece, è maledettamente complicato. In genere è facile trovare persone che parlano male delle feste ma che non sono mai venute mentre è difficile trovare qualcuno che è venuto e ne parla male.

D: le feste sono considerabili come un patrimonio della nostra cultura? E come si può, secondo te, preservare questo patrimonio?

Fulvio Brumatti: sì lo sono a pieno titolo. Quanto a “come preservare questo patrimonio” la risposta mi sembra molto semplice, quasi ovvia, aumentando la cultura: Gabbia con il Boudoir sta alimentando questa cultura. La cultura si sta radicando anche così.

Francia, Inghilterra hanno la cultura del bdsm radicato nel DNA e, infatti, hanno le feste più conosciute perché sono le più vecchie.

Le grandi cattedrali americane, invece, sono in gran parte crollate appena ha iniziato a soffiare il primo vento di chiusura e di discriminazione perché non si reggevano su una profonda cultura del sadomaso ma su elevati numeri di partecipanti acquisiti per moda o per emulazione.
Per continuare a fare le feste nel senso che io intendo ci vuole molta passione, molta serietà e la capacità culturale di capire le diversità, anche tra di noi, ed integrarle piuttosto che settorializzarle o mirare ai grandi numeri.

D: alla fine di tutte le interviste faccio sempre la domanda “a piacere”, c’è qualcosa che avresti voluto ti chiedessi e non ti ho chiesto? Qualcosa di cui vorresti parlare e che ritieni importante?

Fulvio Brumatti: sono anni che vado in avanti e prendo l’iniziativa, per stasera preferisco stare in rimessa: a domanda rispondo. Però mi sembra che le cose che sono state dette sono sufficienti a iniziare a capire. No, nessuna domanda a piacere.
D: quindi grazie e buonanotte.

Fulvio Brumatti: grazie a te, buonanotte.

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