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martedì 29 maggio 2012

La vera schiava

"I AM NOT A REAL SLAVE" DAY
(Chiamata alle armi)

Mi son rotto il cazzo. Il che, fatto tutto da solo e da un presunto "Top/Dom/Master" in un sito SM ha sapore di autolesionismo ma non è così. Mi son rotto il cazzo di sentire donne (soprattutto donne) che mi raccontano dell'esistenza in vita di uomini (soprattutto uomini) che le accusano (come fosse una vergogna tra le vergogne) di non essere "vere schiave".

Davvero mi son rotto il cazzo, non me lo raccontate neanche più se no vi metto in conto il Maaloz e il ticket per la gastroskopia.

Non ve ne faccio una colpa, siamo chiari, nessuna colpa deriva dal frequentare un ignorante presuntuoso se non sai che stai frequentando un ignorante presuntuoso. Il problema non sta qui. Il problema sta nel fatto che non ci vuole una laurea in legge, una specializzazione in sessuologia e un master in psicologia (ahahah ... che ridere :-|) per capire che stiamo ben oltre la barzelletta. Qui, su questa cosetta, una volta tanto, basterebbe il famigerato buonsenso e tutto sarebbe finito già prima ancora d'iniziare.


domenica 11 dicembre 2011

Appartienimiti


Appartienimiti ovvero come farsi servire affermando l'esatto contrario.

Scritto il 17/04/2010 in Gabbia e qui riesumato a "gentile richiesta".

 
Il tema dell'appartenenza nel mondo del BDSM è stato discusso in migliaia di forum e c'è, ormai, tutto un filone commerciale che lo sta sfruttando alla grande con simpatici gadget: magliette con scritte lustrinate (Maybe I'm your slave, you're MY Owner by sure - Forse io sono la/il tua/o schiava/o ma per certo tu sei il/la mio/a Padrone/a) personalizzate lui/lei-master/mistress, collari in pelle di ghepardo gratinato con diamante centocarati in cima, ciottole per schiavi-ve in cristallo swarosky (non rompete, non ricordo come si scrive, non ho voglia di alzare il culo dalla sedia e non apro wikipedia per fare la figura del saputello, troppa fatica e voi, non la meritate ) frustini mignon per sederini delicati e fruste dieci-centimetri per non sbagliare la mira e frustare estattamente nei cinque millimetri quadrati consensualmente concessi. Il che non è per niente male se si ha mira e si crede fortemente nella consensualità, a dire il vero, ma stride, contrasta e fa a cazzotti con le altre e più velletarie proposizioni degli "appartenenti" e delle "appartenenti" di tutti e quattro i generi sessuali e transessuali.